 
Movimento per la libertà di pensiero e di cura
Secondo il "buonsenso" ufficiale, nessun cittadino italiano sarà mai, a qualsiasi età, sufficientemente maturo per esercitare la libertà di scelta del proprio metodo di cura. Questo luogo virtuale vuole accogliere fatti, suggerimenti ed iniziative che il libero movimento intende divulgare ed intraprendere perché sia riconosciuta all'individuo la vera libertà di pensiero e la libera espressione della sua volontà.
Giugno 30, 2008
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Aggiungerei che la prevenzione è una fabbrica della paura che aumenta la possibilità che la persona si prenda una malattia… rl
INTERVISTA Gli screening di massa sono, in larga parte, una nevrosi collettiva.
Che non salvano la vita. Lo afferma il libro di uno statistico sanitario.
Di Daniela Mattalia
Panorama 29 Feb 2008
È quasi una parola magica: prevenzione. Già solo a pronunciarla evoca un senso di tranquillità. Del resto non è forse vero che prevenire è meglio che curare? Che facendo i test per la diagnosi precoce dei tumori, che monitorando colesterolo, trigliceridi, pressione e quant'altro, si allontana il rischio di ammalarsi?
Che le cose, in realtà, stiano in altri termini lo dimostra, cifre alla mano, il saggio dello statistico Roberto Volpi, il quale da oltre 30 anni opera in ambito sanitario. Il suo libro L'amara medicina (Mondadori) ha due sottotitoli eloquenti: «perché il sistema della prevenzione non funziona», «come la sanità italiana ha sbagliato strada».
Gli screening di massa, sostiene Volpi, sono uno spreco di tempo e di risorse.
E non garantiscono la salute.
Cosa l'ha spinta a partire, lancia in resta, in una battaglia antiprevenzione?
Mi sono imbarcato in quest'impresa, dopo anni passati a interpretare dati, perché oggi il problema appare in tutta la sua intensità, anche culturale.
La prevenzione è un problema?
Sì, e lo dimostrano le cifre: tanto più viene organizzata in modo indistinto, tutti a fare test per la diagnosi precoce dei tumori o di altre malattie, tanto meno risulta efficace.
E che cosa dimostrano le cifre?
Prendiamo i tumori, il bersaglio cardine della medicina preventiva.
È vero che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è cresciuta, ma la contabilità delle vittime non ha avuto alcuna flessione. Nel biennio 1980-82 i morti per tumore erano il 23 per cento del totale dei morti, oggi sono oltre il 30 per cento.
Significa una media annua di 40 mila decessi per cancro in più, in Italia, negli ultimi 20 anni.
Continua a Leggere "La prevenzione? Quasi una malattia"
mandato da Rinaldo Lampis il Lunedì Giugno 30 2008
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Giugno 13, 2008
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Ah già, Tienanmen
di Filippo Facci 04 giugno 2008
Le poltrone per indignarsi con Mugabe e con Ahmadinejad sono già tutte occupate: rimanendo in zona Fao, se proprio vi annoiate, potete sempre prendervela con un cinese.
È facile: sono tanti, basta prendere un delegato a caso. Ricordategli che la scorsa notte era il diciannovesimo anniversario del massacro di Piazza Tienanmen, quando il 4 giugno 1989 il regime di Pechino represse nel sangue la protesta di studenti e lavoratori.
Ricordategli che vi furono da 2600 a 3000 morti e un numero imprecisato di feriti, ma che le autorità cinesi, ancor oggi, definiscono quegli eccidi come «sommosse controrivoluzionarie».
Continua a Leggere "Ah già, Tienanmen"
mandato da Rinaldo Lampis il Venerdì Giugno 13 2008
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Giugno 12, 2008
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Ma la fame nel mondo non si batte col foie gras
di Mario Giordano
03 giugno 2008
È da sessant’anni che c’è la Fao.
È da sessant’anni che la Fao organizza i vertici. E nel frattempo la fame nel mondo non solo non è stata sconfitta, ma
ci pende oggi sulla testa come una drammatica emergenza. E allora, con tutto il rispetto dei delegati, delle conferenze, delle cene di gala e della doverosa ospitalità italiana, forse è venuto il momento di chiederci seriamente se questi vertici servono a qualcosa.
Forse è venuto il momento di chiederci anche se la Fao serve a qualcosa. Oltre che, naturalmente, a mantenere schiere di burocrati.
Su un bilancio di 784 milioni di dollari quelli che l'organizzazione internazionale destina direttamente a sfamare gli affamati sono 90 milioni: meno del 12 per cento.
Continua a Leggere "Quel carrozzone della FAO: la fame nel mondo non si batte col foie gras"
mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Giugno 12 2008
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Aprile 8, 2008
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Ci voleva un ministro femmina per usare le minorenni come cavie fonti di profitto.
Per le 280.000 bambine italiane di 11/12 anni, nate nel 1997, e per le
loro mamme chiamate dal servizio sanitario ad inoculare il Gardasil
alle figlie, il 2008 sarà anno di sventura perché le bambine in gran
numero verranno sottoposte alla vaccinazione “contro” il Papilloma
virus accusato di essere produttore di cancro al collo dell'utero, a
trasmissione sessuale.
L'esca è la paura del cancro che da anni le varie lobby sanitarie istituzionali e non,
Ministero compreso, coltivano per sviluppare bieche operazioni commerciali come questa e
dannose pseudo-sperimentazioni di massa sulla popolazione.
Facile colpire le bambine manovrando l'ignoranza delle mamme, che se
per intuizione non cedono inizialmente alla propaganda insistente ed
omissiva, verranno alla fine per lo più prese all'amo con la frase: “Se
tua figlia avrà il tumore al collo dell'utero in futuro sarà colpa tua”.
Solo le più sveglie resisteranno al vile ricatto affettivo,
sotto la pressione di una presunta obbligatorietà morale.
Allarmismo del tutto ingiustificato.
Dai dati scientifici il papilloma virus è presente nell'80% di uomini
e donne e sovente fin dalla nascita, cioè è un normale abitatore delle
mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé
è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti.
La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non
comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente
transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è
la situazione più frequente e più probabile.
In un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi.
Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel
tempo lesioni (macchie) trattabili.
Perché si sviluppi un tumore sulla eventuale lesione non curata occorre tanto tempo circa 20/40 anni,
un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi.
Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio
(Dr. M. Sideri ginecoloco-oncologo).
Continua a Leggere "Vaccino antipapilloma HPV: stupro sanitario."
mandato da Rinaldo Lampis il Martedì Aprile 8 2008
aggiornato il Giovedì Aprile 17 2008
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Febbraio 14, 2008
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Gramellini, La Stampa, 8/2/2008
Se qualche politico italiano decidesse all’improvviso di ispirarsi a Barack Obama, potrebbe trovare utile la lettura delle tre righe con cui il senatore dell’Illinois si rivolge su internet agli americani per ottenere finanziamenti:
«Io non vi sto solo chiedendo di credere nelle mie capacità di realizzare il vero cambiamento a Washington. Io vi sto chiedendo di credere nelle vostre».
Sono questi richiami retorici alla responsabilità di ogni individuo che fanno scorrere i brividoni lungo la schiena degli eredi dei pionieri.
Ora, provate a immaginarle pronunciate in Italia davanti a una platea di elettori, magari progressisti, ma sicuramente furenti con lo Stato per i suoi disservizi e con la Casta per i suoi privilegi.
È probabile che a mietere applausi sarebbero i richiami ai diritti e non ai doveri, alle colpe degli altri e non alla necessità di impegnarsi in prima persona.
Continua a Leggere "La responsabilità personale? Un pensiero sovversivo."
mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Febbraio 14 2008
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Febbraio 2, 2008
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Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo hanno due figli, Elio e Pellegrino. Pellegrino è sposato a sua volta con Alessia Camilleri. Una bella famiglia come le altre, ma con qualcosa in più.
Per sapere cosa, partiamo dal partito di Clemente che, come i più informati sanno, si chiama Udeur. L'Udeur, in quanto partito votato dall'1,4% degli
italiani adulti, ha diritto ad un giornale finanziato con denaro pubblico.
Si chiama 'Il Campanile', con sede a Roma, in Largo Arenula 34.
Il giornale tira circa 5.000 copie, ne distribuisce 1.500, che in realtà vanno quasi sempre buttate. Lo testimoniano il collega Marco Lillo dell'Espresso, che ha fatto un'inchiesta specifica…
A che serve allora -direte voi- un giornale come quello?
Serve soprattutto a prendere contributi per la stampa.
Ogni anno Il Campanile incassa 1.331.000 euro.
E che fara' di tutti quei soldi, che una persona normale non vede in una vita intera di lavoro?
Insisterete ancora voi.
Che fara'?
Continua a Leggere "Il ministro della "Giustizia" Mastella? Un normale avvoltoio dei conti pubblici."
mandato da Rinaldo Lampis il Sabato Febbraio 2 2008
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Gennaio 31, 2008
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commemorazione di Hans Ruesch, storico della scienza e coscienza del mondo.
Hans Ruesch è stato incluso da un’importante antologia americana (Pearson Education), accanto a figure del calibro di Darwin, Kant, Freud e Lawrence, tra le persone che “hanno cambiato il pensiero del mondo”.
Hans Ruesch rimarrà nella storia per aver fatto conoscere al mondo intero cosa si celi dietro il muro invalicabile dei laboratori di ricerca, quali siano le vere ragioni ed i veri effetti della ricerca su animali.
Lo storico è stato il fondatore del movimento antivivisezionista scientifico, che da decenni indica nell’uso dell’animale da laboratorio quale modello per l’uomo, la principale causa dei tanti disastri farmacologici e dei tanti errori nelle valutazioni di tossicità.
Nel chiudere la sua vita terrena nell’agosto scorso, all’età di 94 anni, Hans Ruesch ha fortunatamente potuto scorgere all’orizzonte la fine imminente della sperimentazione animale.
Continua a Leggere "La fine della sperimentazione “scientifica” sugli animali."
mandato da Rinaldo Lampis il Giovedì Gennaio 31 2008
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Gennaio 20, 2008
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mappa della siberia
di Massimo Gramellini www.lastampa.it 18/1/2008
Il Sessantotto è finito. Almeno in Germania, dove i servizi sociali hanno condannato un adolescente intrattabile a trascorrere nove mesi in un campo di rieducazione.
Nessun lager. Semmai un gulag, visto che il piccolo bullo è finito in trasferta a Sedelnikovo, caratteristico villaggio siberiano a 55 gradi sotto zero e senza acqua calda, dove potrà sfogare i suoi bollenti spiriti spaccando la legna necessaria a non morire congelato.
Continua a Leggere "Oltre ai termovalorizzatori funzionanti, la Germania c’insegna anche come rieducare i numerosi piccoli delinquenti di casa nostra."
mandato da Rinaldo Lampis il Domenica Gennaio 20 2008
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Gennaio 15, 2008
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Una storia un po’ lunga, ma se avete voglia di leggerla fino in fondo vi dirà parecchio su Beppe Grillo.
Il giorno 2 gennaio, come molti, ho letto e visto in Internet il “discorso di Capodanno” di Grillo. Nel quale, come si ricorderà, è stato lanciato il V-day contro i giornali per il 25 aprile prossimo venturo.
Tra le altre cose, nel suo discorso Grillo prevedeva con certezza che tutti media “mainstream” avrebbero volutamente ignorato il suo V-day sui giornali, visto che la cosa riguardava direttamente gli interessi delle testate e dei loro proprietari.
Il fenomeno Grillo mi interessa, da tempo vado scrivendo diverse cose sulle storture del sistema editoriale in Italia (a partire dall’Ordine e dalla legge sulle provvidenze) e credo anche che i giornali debbano interessarsi delle fasce della società che Grillo più o meno rappresenta.
Quindi il giorno stesso telefono a Grillo sul suo cellulare per proporgli un’intervista sul tema del V-day contro la stampa, la “vera casta” come dice lui.
Grillo mi risponde quasi subito, con gentilezza, ma nicchia un po’ sull’intervista: «Io sono un monologhista», mi dice testualmente. «Invece dell’intervista le scrivo un pezzo io e voi lo pubblicate su L’espresso».
Continua a Leggere "Vuoi conoscere meglio la mente di Beppe Grillo? Scordatelo."
mandato da Rinaldo Lampis il Martedì Gennaio 15 2008
aggiornato il Venerdì Gennaio 18 2008
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«Crea false illusioni e la protezione è minima»
Il Giornale - lunedì 07 gennaio 2008.
È contrario in modo categorico Dario Miedico, dottore che da anni collabora con la federazione Comilva, coordinamento movimenti italiani per la libertà delle vaccinazioni, a quella contro la meningite.
Non la farebbe ai suoi figli e nemmeno ai nipoti perché si tratta di una cautela illusoria visto che il vaccino protegge contro un solo tipo di malattia, perché non se ne conoscono ancora gli effetti secondari e perché è sbagliato credere di combattere contro una patologia ricorrendo sempre solo ai vaccini quando le strade possono essere altre.
Come, per esempio, un corretto stile di vita che non abbassi le nostre difese immunitarie.
In casa sua la strada della vaccinazione contro la meningite è sbarrata?
«Sì perché si illude la popolazione di essere protetta quando il vaccino è efficace contro un solo tipo di germe.
È una malattia, invece, che andrebbe studiata: sarebbe necessario capire perché c’è un numero enorme di portatori sani, quasi il 5 per cento della popolazione, e perché si ammala, invece, solo una milionesima parte».
Continua a Leggere "Il vaccino contro la meningite? Né a figli né a nipoti."
mandato da Rinaldo Lampis il Martedì Gennaio 15 2008
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